La signora A. ci ha chiamati, dopo averci pensato su per un po’. Ora che ha deciso riesce quasi solo a piangere e ci chiede di incontrarla: “Venite a vedere come sono ridotta” .

Ci accoglie a casa sua.

“Sono terrorizzata. È come se mi dicessero: lì c’è la sedia elettrica su cui morirai tra poco… Ho paura che mi pignorino la casa… Non riesco ad alzarmi dal letto… Piango tutto il giorno e non so neanche perché… La casa sta andando in rovina… Però adesso che siete qui voi mi vien voglia di fare qualcosa… Mentre vi aspettavo volevo riordinare un po’ la casa…”.

S. è una ragazza di 18 anni, studentessa all’ultimo anno delle superiori.

Ci chiama perché è in crisi: il suo ragazzo l’ha lasciata.

Racconta di essere disperata, di non aver voglia di reagire: non mangia, dorme male di notte e di giorno vorrebbe starsene da sola in camera, quasi non trova la forza di alzarsi dal letto. Sente che nessuno la può aiutare, la sua migliore amica è in crisi come lei, con i suoi genitori non parla, non sa come uscirne!

“Ci hai chiamati”, le dico, “perché vuoi uscirne”.